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Convivenza fra studenti
di Leonardo Casini,
30 luglio 2005
"Cercasi ragazzi e ragazze (possibilmente simpatici) per condividere appartamento..."
Annunci come questo invadono giornali, pareti, bacheche e cabine telefoniche di tutte le città universitarie d'Italia. Per gli studenti fuorisede diventa infatti una soluzione forzata quella di dover condividere gli spazi di un appartamento con dei coinquilini, anch'essi studenti, spesso mai visti né conosciuti prima.
Entrando nelle case di giovani universitari che convivono, lo scenario spesso si ripete: corridoi pieni di sedie, tavolini, giornali; camere infestate da vestiti, borse, polvere e libri; bagni impraticabili ed una sola cucina comune che deve contenere provviste e vivande per 3, 4, 5 persone.
Parlando di rapporti, è fondamentale conoscere i propri "compagni di avventura" prima di vivere con loro, per capire la rispettiva compatibilità, è necessario essere tolleranti, per quanto possibile, e agire seguendo il buon senso e con la massima calma anche se talvolta è tutt' altro che semplice.
In ogni caso è indispensabile seguire delle regole:
Capitolo pulizia Visto che abbiamo già accennato al caos che regna nella maggior parte delle case studentesche, è bene ricordare che in genere esistono regole, manifeste o latenti, per la pulizia delle aree comuni. I più diligenti fanno ricorso al famigerato "schema-pulizie", con indicati i turni di pulizia di cucina, bagno e corridoio e quant'altro viene condiviso. Come soluzione non è certamente comoda né molto "sociale", ma talvolta si rende necessaria, proprio perché le pulizie sono al primo posto sotto la voce "cause di litigi casalinghi", per la serie: "chi ha saltato il turno?", "oggi tocca a te!", "pulisci!".

